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Il n.1 della Nasa a Roma: "Su Marte sì, ma tutti assieme"

Incontro con Charles F. Bolden, capo dell'agenzia spaziale americana, con Camera di Commercio e ambasciata Usa per parlare di missioni spaziali. Occhi puntati sul pianeta rosso dove assicura che andremo, ma "l'impegno è grande, gli Usa non possono riuscirci da soli, ci vuole aiuto di tutti i Paesi"

Il n.1 della Nasa a Roma: "Su Marte sì, ma tutti assieme" ROMA - "Il viaggio per raggiungere Marte dura sei mesi, per affrontarlo c'è bisogno della collaborazione di tutti i Paesi e di tutti i cervelli". Così l'amministratore della Nasa, Charles Frank Bolden, all'incontro "Reaching for the stars: example from my life as a marine", tenuto ieri a Roma al tempio di Adriano. Appuntamento a cui ha partecipato un selezionato gruppo di studenti universitari italiani ai quali, il direttore dell'ente americano, ha illustrato il passato e il futuro dei viaggi spaziali.

Molte le domande sui lavori per raggiungere il pianeta rosso, a tutti l'ex astronauta ha garantito che il primo viaggio partirà nel 2030, come da programma, grazie al nuovo razzo Sls (space Launch system) in fabbricazione. Per ottenere i risultati sperati, però, è necessaria la "piena collaborazione di i 22 Paesi che collaborano con la Nasa all'impresa", ha tenuto a precisare.
 

Il n.1 della Nasa a Roma: "Su Marte sì, ma tutti assieme"

Non è la prima volta che il numero uno di Houston fa tappa nella capitale, durante l'ultima occasione aveva incontrato il Papa e avuto con lui un interessante scambio di battute, tra scienza e credo, sullo spazio e le stelle. Bolden stavolta ha intrattenuto l'uditorio con un intervento di un'ora tenuto a braccio, in cui ha illustrato il lavoro e le attività che la Nasa svolge nel modo (o meglio, nello spazio), infarcendo il tutto di aneddoti di vita e racconti delle sue esperienze personali come pilota.  

Il n.1 della Nasa a Roma: "Su Marte sì, ma tutti assieme"

Dialogando con i giovani presenti, ha ripercorso le tappe fondamentali della sua vita: dall'arruolamento nei Marines, appena diplomato all'accademia aeronavale, fino ai lanci nello shuttle come astronauta, dove neanche lui, confida ironicamente, avrebbe mai creduto di prendere parte, a causa della sua bassa statura. La promozione alla guida della Nasa arriva nel 2009, quando il presidente Obama lo nomina amministratore dell'ente.
 
Nell'incontro romano ha incitato gli i studenti spronandoli a prepararsi in varie materie per affrontare al meglio il proprio futuro. Il tutto mentre alle sue spalle scorrevano immagini di esperimenti a bordo della Iss, le routine giornaliere degli astronauti a bordo di un modulo lunare, fino alle immagini classiche che mostrano come si dorme sullo spazio o come si va al bagno. Poi ha salutato tutti prendendo il prestito una frase a Nkosi Johnson, ragazzo simbolo della lotta all'HIV, morto nel 2001 in Sudafrica: "Fai quel che puoi, con quello che hai, con il tempo che ti occorre, nel posto in cui sei".

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