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"Gli UFO eravamo noi" ma davvero qualcuno crede alla CIA?

“Gli Ufo non esistono, eravamo noi della Cia”. Era già tutto scritto, era già tutto noto, puzzava già tutto un po’ di falso. Ecco perché spacciare come rivelazioni straordinarie delle notizie che nell’ambiente degli studiosi di ufologia tutti conoscevano da anni, è il primo indizio su cui lavorare per valutare la possibilità che la Cia ci propini, per l’ennesima volta, una verità parziale e forse del tutto infondata. Quel tweet apparso due giorni fa sul profilo Twitter della Cia sembrava destinato a fare chiarezza su un tema che affascina l’uomo quasi più di quello spirituale sull’esistenza di un Dio: siamo soli nell’universo? Per i servizi segreti americani, no: ce lo dicono oggi con un documento che svela come quegli “oggetti volanti non identificati”fossero in realtà velivoli militari “spia” in sperimentazione, gli U-2 durante la guerra fredda, spediti ad altezze stratosferiche e quindi confusi per navicelle spaziali. Questa la sintesi: il documento completo, per chi ha voglia di tradurlo, lo trovate qui, ma in realtà era tutto già scritto in un libro-inchiesta della giornalista americana Annie Jacobsen, incentrato quasi completamente sulla famigerata Area 51, quella destinata – e anche qui già si sapeva – alla sperimentazione segreta di armi da parte degli americani, ma anche al centro di un giallo sulla custodia di resti alieni rinvenuti nel 1947 a Roswell. La Jacobsen, pur sostenendo la tesi dell’utilizzo per fini militari della zona 51 del Nevada, non si esprime mai in modo categorico su possibili usi paralleli dell’area ma fornisce spiegazioni tecniche alle varie teorie ufologiche. E parla – il libro è del 2011 – anche di quei famosi U-2 sperimentali spediti in cielo come fossero Ufo. Ma dalla forma molto diversa da quella circolare degli Ufo. Dunque, la tesi sull’Area 51 come base di esperimenti militari è vecchia come il cucco, l’unica vera rivelazione della Jacobsen è invece quella sugli “alieni” di Roswell. Una tesi davvero affascinante, per chi aveva creduto ai quei filmati in bianco e nero in cui si intravedono corpicini mostruosi dal profilo umanoide su un tavolo medico mentre intorno i muovono scienziati.
La "creatura" di Roswel
La ricostruzione della !creatura" dell' incidente di Roswell

“La ragione per cui il governo federale non ammetterà ufficialmente l’esistenza dell’Area 51 non sono gli aerei spia segreti, i bombardieri stealth o i droni, che sono stati e continuano ad essere collaudati nel sito. La ragione è un’altra: si tratta di un programma che aveva a che fare con i rottami dell’incidente di Roswell ed è anteriore allo sviluppo dell’installazione originaria della Cia… – scrive la Jocobsen in “Area 51″ – Il velivolo che precipita in New Mexico si schiantò nel 1947, tutti coloro che agivano per conto del governo sono morti. Come fa con l’Area 51, il governo degli Stati Uniti rifiuta di ammettere che l’incidente di Roswell si sia mai verificato, eppure si verificò, secondo la testimonianza di un uomo intervistato nel libro… L’incidente coivolse un disco, non un pallone metereologico come affermò in seguito l’aeronautica militare. E la squadra di intervento della base di Roswell non trovò solo i rottami di un velivolo bensì anche due punti di impatto e dei corpi. Non erano alieni. Nè avieri consenzienti.Erano cavie umane. Insolitamente piccoli per essere dei piloti, sembravano bambini, erano alto un metro e cinquanta. Fisicamente i corpi degli avieri si rivelarono un rompicapo anatomico: erano deformi in modo grottesco, ma tutti quanto allo stesso modo. Avevano la testa troppo grande e occhi enormi dalla forma anormale. Una cosa era chiara: se di bambini si trattava, non erano esseri umano sani. Una secondo cosa fu scioccante: due di loro erano in coma, ma ancora vivi.… I rompicapo da risolvere erano due, non uno. C’era il velivolo precipitato che era stato mandato da Stalin, con i caratteri cirillici stampati o incisi in un anello che correva all’interno del velicolo. Ma c’era un secondo problema da risolvere, quello degli avieri piccoli come bambini. Avevano tredici anni, perché avevano la testa così grossa? Le deformità erano genetiche? E quegli occhi enormi, impossibili da dimenticare? Agli ingegneri venne detto che quei bambini erano stati rapiti dal dottor Mengele, il nazista pazzo noto per aver condotto interventi chirurgici indicibili ad Auschwitz… Il piano di Stalin era che uscissero dal disco volante e fossero scambiati per visitatori da Marte, ne sarebbe conseguito il panico…”. Ecco, questa è la versione della Jacobsen, che nel libro cita una innumerevole quantità di fonti, molto autorevoli. Ma conferma anche che la Cia, negli anni, ha negato l’evidenza, affermato verità inesistenti e fornito spiegazioni così inverosimili che perfino quella dei bambini di Mengele spediti dall’Unione Sovietica per spaventare gli americani a bordo di navicelle spaziali “umane” possa essere la spiegazione più logica di quanto accaduto a Roswell. Ma la storia raccontata del libro parla di un Ufo circolare, quello che sta in aria, senza pale, da solo, sfidando le più moderne tecniche di ingegneria. I sovietici c’erano riusciti, forse, ma gli U2- hanno una forma normale, da aereo? Come potevano essere scambiati per navicelle spaziali?
area51La versione della Cia fornita due giorni fa sembra avere una gran fretta di chiudere il caso Ufo con notizie vecchie, che in ogni caso si riferiscono al dopoguerra ma non tengono conto che il fenomeno e gli studi sul tema dell’universo abitato da altri esseri umani o non, risale alle civiltà precolombiane, come ha ben spiegato nei suoi libri lo studioso italiano Peter Kolosimo.
Ma tornando allo “scoop” della Cia, il presidente del Centro ufologico nazionale, Vladimiro Bibolotti, nel luglio scorso, qundi molto prima delle rivelazioni di fine anno della Cia, commentava proprio la tesi degli U-2 spacciati dagli americani per dischi volanti, smontandola pezzo per pezzo. “Si fa menzione nella comunicazione Cia dei velivoli spia U2, per spiegare l’ondata di avvistamenti Ufo negli anni 50 in Europa e precisamente in Norvegia. Ma il Lockheed U2 battezzato “Dragon Lady” entrò in servizio a fine del1957 e peccato che le missioni degli U2 siano arrivate ben oltre gli anni 60. Che dire poi, degli avvistamenti nel ’52 e ‘54 sulla Casa Bianca o nei territori del Nord America fatti da migliaia di americani? Ricordiamoci che la conoscenza di tale aereo è avvenuta con il clamoroso abbattimento di tale velivolo da parte dei russi e divulgato pubblicamente, quando i sovietici mostrarono al mondo assieme al pilota americano Francis Gary Powers, i resti del velivolo spia U2 abbattuto il 1 maggio del 1960 durante una missione di ricognizione ad alta quota, sembra oltre i 20.000 metri. Sarebbe allora carino chiedere quali strumenti avesse la gente comune per poter avvistare un velivolo a quote stratosferiche e riconoscerne la forma…”.
L’articolo completo, riproposto in questi giorni sul sito, è qui, accanto all’annuncio di un incredibile avvistamento: “Arrivate le prime segnalazioni  di avvistamenti di luci misteriose nel cielo, del primo dell’anno, rivelatesi poi lanterne cinesi e fuochi artificiali”.
Noi non sappiamo se gli Ufo esistono o no. E forse non lo sapremo mai. Ma di certo non ci fidiamo della Cia. Un po’ di più degli ufologi che, come vedete,  le bufale le sanno riconoscere a vista. Soprattutto a Capodanno.

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