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Arrivato qualche dato sulla quinta perforazione: Mojave2 non promette bene


Curiosity Sol 884 - Mojave2 (Pahrump Hills)
Curiosity Sol 884 - Mojave2 (Pahrump Hills)Courtesy NASA/JPL-Caltech" processing 2di7 & titanio44
Le analisi sul campione di roccia prelevato da Curiosity dal target Mojave2sono ancora in corso ma i primi dati non promettono niente di buono: a quanto pare il terreno di Pahrump Hills, la zona alle pendici del Monte Sharp, si è formato in uno degli ambienti più acidi assaggiati finora dal rover.
Dopo aver incontrato qualche difficoltà a causa di una eccessiva fragilità della pavimentazione, il rover ha utilizzato uns nuova modalità di percussione per raccogliere il materiale la scorsa settimana.
La perforazione su Mojave2 forse non avrebbe avuto successo se la squadra non avesse recentemente ampliato le prestazioni del trapano:
"Questo era il nostro primo utilizzo di un basso livello di percussione su Marte, progettato per ridurre l'energia impartita alla roccia", ha detto di John Michael Morookian del JPL. "Il trapano di Curiosity è essenzialmente un martello e scalpello e questo ci ha permesso di usare il martello con più delicatezza".
Il trapano di Curiosity ha sei livelli di percussione che vanno da un leggero picchiettio ad un martellamento più energetico, il tutto 30 volte al secondo. Un software regola in modo autonomo il livello che, tuttavia, per i quattro target precedenti, è stato impostato a quattro e mantenuto stabile da un algoritmo. Ora, invece, dopo aver effettuato diversi test a Terra, lo strumento si aziona al livello uno e passa al successivo solo se la trapanazione procede troppo lentamente.
Mojave2 si è dimostrata una roccia così morbida che il trapano ha raggiunto la profondità massima (6,5 centimetri) in 10 minuti utilizzando solo i primi due livelli.
Il materiale deve essere davvero fine e poco compatto, tanto che molto sembra essersi di nuovo riversato all'interno del foro.
In queste viste 3d semplificate ottenute con le immagini del MAHLI e le deep map rilasciate, il foro rimasto sembra piuttosto tozzo con una profondità quasi uguale alla larghezze (che è pari a 1,6 centimetri).
Curiosity MAHLI sol 882 Mojave2 3d
Curiosity MAHLI sol 882 Mojave2 3d
Courtesy NASA/JPL-Caltech" processing 2di7 & titanio44
Il MAHLI si è dedicato ad un analisi visiva riprendendo foto di giorno e di notte, utilizzando i suoi led in luce bianca ed ultravioletta alla ricerca di sostanze fluorescenti.
Split RGB sun light led light
Split RGB sun light led light
A sinistra in alto ed in basso due viste del foro rispettivamente illuminate dalla luce del Sole e con i led bianchi.
A destra uno split delle due immagini nei canali rosso, verde e blu, per mostrare il differente peso cromatico sotto una luce diversa.
Courtesy NASA/JPL-Caltech" processing 2di7 & titanio44
MAHLI sol 883: screenshot
Screenshot della catalogo di immagini raw di Curiosity del MAHLI sol 883 in cui si vedono alcune foto notturne scattate al meteriale estratto da Mojave2, prima con led bianchi, poi uv ed infine se al buio per individuare eventuali fluorescenze.
I primi dati su Mojave2, però, arrivano dalla Chemistry and Mineralogy (CheMin) ed indicano notevoli quantità dijarosite, un minerale ossidato contenente ferro e zolfo, che si forma in ambienti acidi.
"La nostra valutazione iniziale del campione più recente indica che ha molta più jarosite di Confidence Hills", ha detto David Vaniman, del team CheMin presso il Planetary Science Institute di Tucson, Arizona.
Dopo aver trascorso più di due anni all'interno del cratere Gale, Curiosity era giunto in questa zona, una parte esposta della formazione Murray considerata la base del Monte Sharp, cinque mesi fa e già il primo campione prelevato dal target Confidence Hills mostrava un passato diverso rispetto all'ambiente abitabile di Yellowknife Bay, scoperto dal rover proprio nei pressi del sito di atterraggio. Confidence Hills, a sua volta, conteneva un quantitativo di ematite, un minerale ricco di ossido di ferro, superiore a qualsiasi altro campione analizzato.
La questione, ora, è capire se Mojave2 era immerso in un ambiente acido quando si è formato (insieme al Monte Sharp), o fluidi acidi hanno bagnato il sito in periodi successivi.
Mojave2, ad esempio, presenta lo stesso tipo di elementi simili a cristalli che caratterizzano Mojave, il bersaglio inizialmente scelto per la perforazione, ma la CheMin ancora non è riuscita ad identificare il minerale responsabile di queste caratteristiche: ciò potrebbe significare che i minerali originali sono stati sostituiti durante periodi successivi in condizioni ambientali bagnate diverse.
Il rover ha consegnato i campioni anche al Sample Analysis at Mars (SAM) per cui, non ci resta che attendere ulteriori risultati.
Curiosity MAHLI sol 882 - Pahrump Hills

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