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È stata la materia oscura a spazzar via i dinosauri?

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Ogni tanto (dove per tanto si intendono circa 30 milioni di anni), sul nostro pianeta una catastrofe naturale causa l’estinzione di un gran numero di specie di esseri viventi. A volte si tratta dell’impatto di oggetti extraterrestri sulla superficie della Terra, come ad esempio l’asteroide che, precipitato vicino allo Yucatan in Messico, avrebbe posto fine all’esistenza dei dinosauri, circa 66 milioni di anni fa. Altre volte, il processo è meno immediato, e consiste in prolungati periodi di disordini geologici che includono, ad esempio, eruzioni vulcaniche in grado di soffocare intere regioni del nostro pianeta.

Nonostante l’apparente diversità tra questo tipo di catastrofi, esse avvengono sempre in un ciclo che dura tra i 26 e i 30 milioni di anni. E le coincidenze non finiscono qui: lo stesso intervallo di tempo è infatti impiegato dal nostro sistema solare per attraversare il piano della nostra galassia, la Via Lattea. Alcuni scienziati hanno cercato di mettere insieme questi elementi in uno studio, pubblicato suMonthly Notices of Royal Astronomical Society, in cui essi suggeriscono che lenubi di polvere e gas che popolano la galassia, e che il Sistema solare deve attraversare durante il suo moto, potrebbero essere responsabili per il disturbo delle orbite di alcune comete, rendendole più propense alle collisioni con i pianeti. Ma non solo: secondo gli scienziati, il principale responsabile del fenomeno sarebbe lamateria oscura.
“È sempre stato un mistero, come gli impatti di oggetti extraterrestri possano causare effetti geologici a lungo termine,” ha commentato Michael Rampino, autore principale dello studio: “Ma la materia oscura potrebbe innescare questi impatti e e gli sconvolgimenti geologici allo stesso tempo.”
Ma cos’è la materia oscura? Nemmeno gli scienziati ne sono ancora molto sicuri. Della sua presenza, provata dall’attrazione gravitazionale che essa esercita sugli oggetti nello spazio, essi però sono certi e, secondo i calcoli, ogni anno luce quadrato di spazio conterrebbe almeno una massa solare di materia oscura (di fatto inosservabile in quanto essa non emette radiazione elettromagnetica). Queste nubi di materia oscura, invisibili ma in grado di esercitare attrazione gravitazionale, potrebbero quindi essere in grado di perturbare le orbite delle comete che popolano il nostro Sistema solare, orientandole verso il centro del sistema solare, dove è più probabile che esse impattino la Terra.
Ma, secondo Rampino, questo non sarebbe tutto: la materia oscura potrebbe avere un effetto diretto anche sul nostro pianeta. Mentre il Sistema solare attraversa questa nubi di particelle in orbita attorno al centro galattico, alcune di esse verrebbero catturate dalla gravità terrestre, fino a raggiungere il nucleo del nostro pianeta, dove, interagendo con normali particelle di materia, esse rilascerebbero energia che viene trasformata in calore. “Nel tempo che il Sistema solare impiega ad attraversare il piano galattico, le interazioni con la materia oscura potrebbero alzare la temperatura del nucleo terrestre di centinaia di gradi celsius,” ha spiegato Rampino, aggiungendo che il calore così generato impiegherebbe milioni di anni per raggiungere la superficie della Terra e sarebbe in grado di causare eruzioni vulcaniche, inversioni del campo magnetico e cambiamenti nei livelli del mare capaci di alterare il clima globale.
Dennis Kent, geofisico del Lamont-Doherty Earth Observatory di Palisades, ha spiegato quanto l’idea che la materia oscura sia responsabile di questi cambiamenti geologici sia intrigante: “Una sola fonte di disordine ambientale potrebbe essere tollerabile, ma insieme potrebbero provocare un cambiamento troppo grande da sostenere per gli ecosistemi”.

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