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Il ritorno in patria dello spazioplano IXV


Il recupero di IXV poco dopo l'ammaraggio


Il veicolo sperimentale IXV dell'ESA è arrivato l'altroieri nel Porto di Livorno e poi a Torino per l'analisi finale.
 Come si ricorderà, lo scorso 11 Febbraio lo spazioplano europeo IXV è stato lanciato su un razzo Vega dallo spazioporto europeo nella Guyana francese. Rilasciato in una traiettoria suborbitale, ha volato autonomamente ed è rientranto nell'oceano Pacifico con un paracadute dopo 100 minuti; lo splashdown è avvenuto con successo a ovest delle isole Galapagos.
 L'ingresso in atmosfera è avvenuto da una altezza di 120 km a una velocità di 7.5 km/s, simulando le reali condizioni di rientro di un veicolo da un'orbita bassa; i  risultati della missione stanno offrendo nuove informazoni sulle dure condizioni di rientro e sulle prestazioni del veicolo. Il veicolo ha risposto a queste condizioni così precisamente e prontamente che i responsabili della missione hanno commentato che era come guardare una simulazione. "Abbiamo raccolto tutti i dati di volo e stiamo trovando alcune letture molto interessanti ", osserva project manager, Giorgio Tumino.
Retrieving the IXV prototype
Il veicolo viene recuperato a bordo della nave Nos Ares, partita da Genova. Credi: ESA–Tommaso Javidi, 2015
Checking IXV for residual hydrazine
Personale tecnico controlla la presenza di residui di pericolosa idrazina dopo il recupero - Credit: ESA 
IXV coming home
Il veicolo sulla strada verso casa - Credit: ESA
Nei laboratori Thales-Alenia di Torino l'hardware verrà smontato per consentire agli ingegneri di valutare la riutilizzabilità dei componenti e gli effetti del calore, pressione e shock durante la missione. I risultati consentiranno agli esperti di aerotermodinamica dell'ESA di verificare i loro modelli di rientro e questo permetterà di progettare le future missioni di rientro con margini più ristretti. Inoltre, i risultati forniti da IXV potrebbero portare alla riusabilità di stadi di razzi e ad un accesso più economico allo spazio. Le aziende e le organizzazioni di ricerca coinvolti nel progetto e nella costruzione avranno accesso ai dati della missione. Successivamente, l'ESA intende rilasciare dati ad altri organismi degli Stati membri nel programma.
IXV hoisted onto dry land
L'arrivo nel porto di Livorno, lo scorso 26 Marzo - Credit: ESA
Recovered IXV docks in Italy
L'arrivo nel porto di Livorno, lo scorso 26 Marzo - Credit: ESA
 IXV è il primo veicolo di prova dell'ESA dopo la capsula "Atmospheric Reentry Demonstrator" del 1998, e presenta molte nuove caratteristiche rispetto ad essa. Tra queste, la capacità di discesa controllata per un atterraggio di precisione, flaps e propulsori per un rientro interamente controllato, uno scudo termico in composito di ceramica a matrice di carbonio e più di 300 sensori e telecamere a infrarossi.
 ESA sta andando avanti con i piani per un veicolo spaziale riutilizzabile per il lancio intorno al 2020: "Pride" (Orgoglio) ovvero "Programme for Reusable In-orbit Demonstrator for Europe" verrà portato in orbita bassa dal piccolo lanciatore di prossima generazione, Vega C.
 Nel corso dell'anno, il pubblico avrà l'opportunità di vedere IXV esposto durante vari eventi in giro per l'Europa. La sua destinazione finale sarà centro tecnologico ESTEC dell'ESA nei Paesi Bassi.

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