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Quegli oceani extraterrestri, profondi centinaia di chilometri, potrebbero nascondere forme di vita

Sono sepolti sotto migliaia di metri di ghiaccio, contengono acqua salata e mostrano attività idrotermale: nel nostro Sistema Solare si nascondono "serbatoi idrici" capaci quanto Atlantico e Pacifico messi insieme. E che potrebbero riservarci molte sorprese...


IMMAGINATE un enorme serbatoio capace di contenere più acqua dell'Oceano Atlantico e del Pacifico messi insieme. Sembra fantascienza, ma questo immenso serbatoio esiste davvero, e si trova a 800 milioni di chilometri da noi sotto la superficie di Ganimede, la più grande delle lune di Giove. Lo hanno confermato le osservazioni del telescopio spaziale Hubble?, fornendo una prova definitiva a un'ipotesi nata oltre quarant'anni fa. Questo enorme oceano extraterrestre è sepolto sotto una spessa coltre di ghiaccio, fanno sapere gli scienziati, e contiene persino acqua salata. Ma la scoperta, pubblicata sul Journal of Geophysical Research: Space Physics, non è la prima a svelarci un oceano su un altro corpo celeste. Sappiamo che nel Sistema Solare esistono altre distese d'acqua "extraterrestri", a cui gli scienziati danno continuamente la caccia. E scoprirle potrebbe aiutarci a raggiungere uno dei traguardi più ambiti della scienza moderna, ovvero la ricerca di vita su altri pianeti.


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I quattro satelliti "Medicei" scoperti da Galileo: Io, Europa, Ganimede e Callisto

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Perché l'acqua? Identificare l'acqua nel Sistema Solare (e non solo) è infatti di grandissima importanza. Secondo i modelli attuali infatti, la vita come la conosciamo si è potuta sviluppare grazie alla presenza di acqua liquida sul nostro pianeta. Saper identificare l'acqua liquida nello spazio è quindi cruciale per trovare altri pianeti abitabili e per cercare la vita extraterrestre come la conosciamo. Nello studio dei pianeti extrasolari infatti, gli scienziati identificano una fascia o zona di abitabilità, dove un pianeta deve trovarsi per poter ospitare acqua liquida. Se il pianeta si trova troppo lontano infatti, la luce della stella principale è troppo debole e l'acqua in superficie sarà ghiacciata. Al contrario, se il pianeta si trova troppo vicino alla stella, la sua superficie sarà completamente deserta, come avviene ad esempio per il pianeta Mercurio, il più vicino al Sole. Esistono poi dei casi intermedi, come quello di Ganimede, in cui l'acqua liquida sembra esserci, ma al di sotto di una spessa coltre di ghiaccio.

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Il satellite gioviano Ganimede ripreso nel 1996 dalla sonda Galileo (Nasa)

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Immagine artistica di Giove e delle aurore su Ganimede, che hanno permesso di scoprire un oceano nascosto (Nasa, Esa, and G. Bacon - STScI)

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Le aurore di Ganimede riprese da "Hubble" (Nasa, Esa, and J. Saur - University of Cologne, Germany)

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Ganimede e il suo campo magnetico (Nasa, Esa and A. Feild - STScI)

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L'interno di Ganimede (Nasa, Esa and A. Feild - STScI)

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Schema che mostra l'interno di Encelado (Nasa/Jpl)
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Europa, altro satellite di Giove che potrebbe ospitare un oceano sotterraneo (credit: Nasa/Jpl - Caltech/Seti Institute)

Un immenso oceano salato. Ma come hanno fatto gli astronomi a scoprire un oceano così lontano da noi, e per di più sotterraneo? Ovviamente il telescopio spaziale Hubble non permette di vedere cosa succede all'interno dei pianeti, e quindi gli scienziati hanno dovuto ingegnarsi sfruttando le caratteristiche uniche di questa Luna. Ganimede, uno dei satelliti medicei di Giove scoperti da Galileo più di 400 anni fa, è infatti dotato di un suo campo magnetico. Ciò significa che, analogamente a quanto succede sul nostro pianeta, anche su Ganimede si sviluppano delle bellissime aurore polari. Ganimede è anche immerso nel campo magnetico di Giove, la cui presenza fa spostare in modo ciclico la posizione di queste aurore.

Ma se all'interno della piccola luna, come nel caso di Ganimede, è presente dell'acqua salata, il campo magnetico di Giove genera anche un campo magnetico secondario, che altera il movimento delle aurore. Osservando con il telescopio spaziale Hubble, gli scienziati hanno potuto studiare in gran dettaglio il comportamento delle aurore di Ganimede, svelando così l'influenza di un oceano di acqua salata.

Un oceano che, secondo gli scienziati, è profondo 100 chilometri, circa dieci volte la profondità dei nostri oceani, e contiene più acqua di quella che possiamo trovare sulla Terra. Ganimede si trova però molto lontano dal Sole, circa cinque volte più lontano di quanto non sia la Terra, dove le temperature sono bassissime. Infatti questo immenso oceano extraterrestre si trova, sostengono gli scienziati, sotto una crosta di ghiaccio spessa 150 chilometri.

Alle terme di Encelado. Ma le sorprese non finiscono qui. Pochi giorni fa un team di ricercatori ha svelato un aspetto nuovo di un altro oceano extraterrestre, questa volta su Encelado, una delle lune di Saturno. La sonda Cassini, che è in orbita intorno al pianeta con gli anelli, ha infatti rivelato l'anno scorso la presenza di un oceano profondo una decina di chilometri sotto uno strato ghiacciato di circa 40 chilometri. Ed è ancora la sonda Cassini a svelarci ora che su Encelado vi sono segni di attività idrotermale molto simile a quella che troviamo nel profondo degli oceani terrestri. Questo tipo di attività si manifesta quando l'acqua salata degli oceani si infiltra nella crosta terrestre e reagisce con i minerali in essa presenti, emergendo poi più calda e ricca di minerali.

Questa scoperta è stata documentata in due articoli scientifici che descrivono due aspetti di questa insolita attività idrotermale extraterrestre. Il primo articolo, apparso su Nature, si basa sullo studio di grani di roccia raccolti dalla sonda nello spazio, molto ricchi in silicio e che si dovrebbero essere formati nelle profondità dell'oceano sotterraneo di Encelado. Un secondo articolo, apparso su Geophysical Research Letters, suggerisce poi che questa attività idrotermale sia all'origine del metano presente negli enormi geyser osservati al polo sud di Encelado.

Anche la scoperta di questa attività idrotermale è di grande importanza per lo studio della vita extraterrestre, ricorda John Grunsfeld, ex astronauta e amministratore associato del Science Mission Directorate della NASA: "Queste scoperte si aggiungono alla possibilità che Encelado, che contiene un oceano sotterraneo e mostra una notevole attività geologica, possa contenere un ambiente adatto a organismi viventi".

Oceani nascosti. Ganimede e Encelado non sono però gli unici corpi del Sistema Solare a ospitare acqua liquida. Anche Europa, altro satellite di Giove, dovrebbe ospitare un oceano sotterraneo, profondo quasi un centinaio di chilometri. In questo caso però, almeno secondo i modelli, questa massa d'acqua potrebbe anche trovarsi non troppo in profondità, sotto meno di dieci chilometri di ghiaccio.

Probabilmente questi tre oceani extraterrestri non sono nemmeno gli unici, e in un futuro non troppo lontano saremo in grado di scoprirne altri. Forse poi, sepolti sotto chilometri di ghiaccio, scopriremo che in uno di questi mari lontani si nasconde qualche forma di vita "cugina" di tutti noi.

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