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Segnali dallo Spazio, gli scienziati catturano la materia oscura del Cosmo

Protagonista l'Iss, la stazione spaziale internazionale nel rinvenimento delle prime tracce della sostanza invisibile di cui sarebbe composto in vasta misura il Cosmo. Nella ricerca fondamentale l'apporto italiano.


Negli ultimi giorni diversi siti hanno riportato la notizia del rilevamento di segnali provenienti dalla materia oscura dell’universo. Questo, almeno, è quello che emergerebbe dalle ricerche effettuate dalla stazione spaziale internazionale.
La sostanza, invisibile, dovrebbe comporre circa un quarto dell’intero Universo. Sarebbe stato il “cacciatore di materia oscura” denominato Ams, posizionato sulla parte esterna della stessa stazione spaziale (conosciuta come Iss) a “catturare” una serie di segnali provenienti dallo spazio.
Sono molte le persone che già hanno pensato a possibili messaggi lasciati da creature extraterrestri. In base alle prime dichiarazioni rilasciate da coloro che stanno conducendo l’esperimento, il messaggio sarebbe stato rilasciato dalla “materia oscura”. Quest’ultima, da sempre, rappresenta un mistero al quale gli astrofisici hanno cercato di fornire una risposta e che è stata oggetto di “caccia” da moltissimi anni.

La difficoltà nello studiarla a fondo è determinata dal fatto che si tratta di una parte dell’Universo dalla quale non viene emessa luce. La sua esistenza è stata confermata dopo aver esaminato leforze gravitazionali; infatti, gli studiosi hanno dovuto constatare che per giustificare la formazione di queste ultime non sono sufficienti le Stelle e neppure i Pianeti. La parte “visibile”, pertanto, rappresenterebbe solo una sezione dell’Universo.
È stato stimato che la parte oscura avrebbe una dimensione 5 volte maggiore di quella visibile. Rispetto al totale del Cosmo, sarebbe di circa il 27%, che verrebbe a confrontarsi con il 4,3% della materia visibile. La sostanza non sarebbe in grado di emettere radiazioni e la sua composizione dovrebbe essere formata da corpi celesti quali i buchi neri e le nane brune; in particolare, si definiscono “nane brune” quelle stelle che risultano troppo piccole per poter emettere luce. Inoltre, vi farebbero parte anche i neutrini e i gas venutisi a formare successivamente all’evento noto come “Big Bang“.
Rolf Heuer, che opera all’interno del Cern, ha indicato come il segnale rilevato costituisca uneccesso di antiparticelle per ora difficile da spiegare. Proprio per questo motivo, è destinato a fornire uno stimolo ulteriore all’intera comunità scientifica, sia per quanto riguarda lo studio teorico che per le sperimentazioni che potrebbero essere avviate in futuro. Lo stesso Heuer ha voluto affermare che questo fenomeno potrebbe dare il via a nuove scoperte, oppure a nuovi misteri.
Gli scienziati, come confermato sempre da Heuer, sono stati sorpresi dai risultati riscontrati.Fernando Ferroni, in qualità di presidente dell’Istituto Nazionale di “Fisica Nucleare” ha aggiunto che il mondo scientifico è “eccitato” per quanto scoperto. Opinione condivisa anche da Roberto Battiston, presidente dell’Agenzia spaziale italiana. Entrambi gli enti italiani hanno partecipato alla ricerca, del valore di 2 miliardi. Proprio l’Italia è il Paese ad aver dato il maggiore contributonell’arrivare ad una scoperta che potrebbe avere importanti implicazioni future.

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