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Cern: Collisioni record nell'acceleratore aprono nuove frontiere nella Fisica

Un mondo di fenomeni completamente nuovi fino a pochi anni fa solo teorizzabili potrebbe essere chiarito grazie ai nuovi esperimenti condotti  al Cern di Ginevra.  Il Large Hadron Collider, un anello elettromagnetico della lunghezza di 27km all'interno del quale particelle elementari che si muovono a velocità molto vicine a quella della luce collidono tra loro dando agli scienziati la possibilità di studiare i prodotti delle loro collisioni. 
Il Large Hadron Collider del Cern
Già nel 2012 grazie ad energie mai raggiunte prima , 8000 miliardi di elettronvolt, fu possibile osservare e poi  confermare nel 2013 l'esistenza della "particella di Dio" il Bosone di Higgs dell'omonimo scienziato inglese che ne teorizzò l'esistenza nel 1964. Una particella che conferisce massa alla materia diventando di fatto la responsabile dell'esistenza della materia stessa come noi la conosciamo. 

Peter Higgs , il primo a teorizzare l'esistenza della Particella di Dio
In seguito a quella scoperta l'acceleratore è rimasto fermo per due anni per alcune modifiche e solo nell'Aprile-Maggio del 2015 è stato possibile iniziare una nuova fase di esperimenti. Esperimenti che ieri 3 Giugno 2015, data che resterà storica, hanno fatto nuovamente il giro del mondo. Superata la soglia di quegli 8000 miliardi del 2012 e raggiunta la ragguardevole energia di 13000 miliardi di elettronvolt. Ora sarà possibile caratterizzare meglio il Bosone di Higgs e cercare di dare una spiegazione all'enigma della materia oscura, una materia non osservabile che si pensa costituisca il 90% dell'Universo.

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